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La famiglia che scegli

Ore 1.51 e zero sonno. Sono inquieta, come non mi accadeva da tempo. I miei progetti non decollano, nonostante mi ci dedichi con zelo e passione.

Non solo non decollano, a dire il vero, ma oggi ben due soggetti indefinibili mi hanno etichettata come “troppo esigente”. “Lei fa paura”, mi ha detto uno di loro, “ed è questo il motivo per cui le persone scompaiono senza darle una risposta e lei non riesce a portare a termine il suo progetto”.

Sì, certo. Perchè se tu non sei capace di dare un prodotto di qualità eccellente, ora la colpa è mia. Conosco bene questo meccanismo che porta le persone a deresponsabilizzarsi, spostando su terzi l’attenzione e spargendo giudizi gratuiti a piene mani.

In passato, avrei abbozzato (come dicono a Roma), anzi forse mi sarei pure scusata ma oggi (in realtà, già da qualche tempo) ho detto: no, non ci sto.

Questo comporterà un aggravio di lavoro, un ennesimo rinvio e metterà a dura prova la mia pazienza e la mia tenacia. Ma non importa, non voglio più accontentarmi.

Ho passato l’intera vita a nascondermi, a compiacere, a sentirmi sbagliata e ora non ci riesco più. Per fortuna.

Ti confesso che non è facile. Alterno momenti da guerriera, in cui sembra che niente e nessuno mi potrà mai fermare, ad altri in cui mi chiuderei in casa a guardare Netflix e ad abbuffarmi di cibo.

A tale proposito, ho appena finito di divorare mezza torta, preparata seguendo la ricetta, adattata alle mie esigenze (per esempio succo di mela al posto dello zucchero), del nuovo libro di Luca Calvani: “Cavoli & merende. Ricette e consigli per quattro stagioni“.

Questo libro, illustrato con tocco magico da Andrea Tarella, è meraviglioso. Il solo gesto di sfogliarlo ti fa sentire in pace. Sa di casa, sa di coccola.

E parlando di queste sensazioni, non posso che riagganciarmi al discorso lasciato in sospeso su Coucou.

E’ infatti un luogo in cui mi sento accolta con un tale calore e un tale reale interesse nei miei confronti da sentirmi in famiglia. Le famiglie quelle belle, quelle amorevoli.

E chi sono i componenti di questa amena combriccola?

Giovanni Saracino, detto Cino, che con il suo sorriso tenero e il suo passo leggiadro allieta le mie serate al bancone, compiendo le sue magie superalcoliche (miscela è una delle tre parole chiave del loro brand).

Martina, sommeiller molto preparata, donna forte e volitiva, con un sorriso contagioso e un’attenzione costante alle tue esigenze (stappa).

Luca, chef, che conosco poco di persona ma che mi arriva con tutta la sua sensibilità e il suo modo di fare gentile attraverso i suoi deliziosi piatti e attraverso i doni che spesso mi fa, dimostrando così una grande cura nei miei confronti (spadella).

Accanto a loro ci sono: Isa, nuova entrata in sala, che si distingue per i suoi modi eleganti e delicati; Stefano, che cura la parte social e non solo, con il suo carattere scherzoso e coinvolgente (è riuscito persino a convincermi a dividere un dolce, cosa che io non faccio quasi mai!). E infine come non citare Sarah, che non lavora più lì, ma che ha contributo quanto gli altri a suscitare in me quel senso di essere accolta in famiglia.

Bene, le presentazioni sono state fatte. Come promesso. Ora non ti resta che andare a sperimentare di persona e farmi sapere.

Prima di salutarti e di dirti “à la prochaine!” (amico, è tempo comunque che impari un pò di francese, désolée), voglio condividere un’immagine scattata in una delle mie ultime incursioni. Esprime in modo impeccabile lo spirito delle mie serate passate lì, rigorosamente al bancone!

E’ ora che vada a nanna. Grazie per aver letto le mie parole. Mi fa bene sapere che ci sei.

Con Amor,
FF

Brano consigliato: “Butterfly” di Crazy Town. “There’s nothing that I won’t try”.

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