Ogni volta che mi allontano da questo spazio che considero casa mi chiedo perchè io abbia perso tanto tempo ed energia in situazioni fatue. Poi mi rammento che devo essere gentile con me stessa e concedermi il diritto di fare ciò che sento, anche questo significa allontanarmi da me stessa e disperdere energie.
Se hai già letto alcune pagine del mio diario, sai quanto io abbia interiormente questo effetto yo-yo. Oscillo spesso tra una decisione e l’altra, tra una sensazione e l’altra, tra un’azione e l’altra. Osservando l’effetto che ha sugli altri, mi rendo conto che è piuttosto destabilizzante e, a tratti, anche innervosente. Ma io accolgo con grazia questo mio modo di essere perchè è la mia via per trovare l’equilibrio, la centratura.
Anzi, ti invito a concederti di essere “incoerente“, a cambiare idea, a tornare sui tuoi passi. Fa bene al cuore. In fondo, non è per fare esperienza che ci siamo incarnati su questa meravigliosa Terra? E come pensiamo di farne, rimanendo immobili nelle nostre scelte?
Prima di spiegarti il significato del titolo di questa pagina del mio diario, voglio dire due parole sulla centratura. E’ quel qualcosa che ti fa trovare la rotta anche quando sei su una zattera in mezzo al mare in tempesta. Respiri, ti abbandoni al tuo vero sentire e sai profondamente che esso ti condurrà laddove devi essere. E’ la consapevolezza antica, primordiale, che in te dimora un’infinita saggezza. Infinita, perchè in te è la scintilla divina.
A respirare nell’inquietudine mi ha insegnato in questi giorni Cristina. Non è il semplice respirare con il diaframma. E’ il respirare in ciò che ti inquieta, che ti spaventa. E’ bellissimo perchè, facendolo, scopri che tutto passa e che ciò che stai vivendo non fa altro che liberarti e prepararti a una nuova dimensione.
Quanto ne avevo bisogno. Negli ultimi mesi, ho attraversato numerose tempeste emotive, alcune molte belle, altre mi hanno spettinata. Sono così stanca che vorrei poter essere già arrivata a riva e sdraiarmi al sole, per continuare a utilizzare la metafora della zattera in mezzo al mare. Ma ora so che non è necessario dire alla Vita cosa deve fare, è importante piuttosto imparare ad accogliere ciò che viviamo nel momento, sapendo che ovunque saremo il sole giungerà a scaldarci e a darci tregua.
E ora veniamo a “Ricorda i tuoi colori”. E’ il messaggio che ho ricevuto, tra gli altri, in una meditazione guidata fatta qualche giorno fa.
Faccio una breve premessa, come mio solito. L’altra sera, ero da Coucou, anche qui come da copione, e dopo aver liquidato una persona che sulla carta ha tutto per essere piacente, ma che a me crea un gran fastidio, ho visto un sorriso abbagliante. Era quello del mio caro amico Fede.
Mi ha invitata a trascorrere del tempo con lui, un tempo fatto di amorevole cura (adoro il suo gesto di permettere alla mia testa di avvicinarsi al suo cuore per sentirne i battiti). Tra i mille racconti, è emerso che la sua fidanzata ha un’azienda che produce olio e che vorrebbe che io leggessi i tarocchi, da lei creati in collaborazione con un’illustratrice, in una serata degustazione.
Non credo di essere la persona giusta, sebbene gli sia grata per aver visto in me colei che potrebbe occuparsi di una fetta del loro progetto, ma ho subito carpito una serie di informazioni per compiere le mie consuete “indagini”.
Per farla breve, sono risalita al locale e da lì a un’adorabile fanciulla, Monica, che si occupa di diverse cose, tra cui leggere i tarocchi in eventi a tema. Ho scoperto che, una volta a settimana, tiene sessioni di meditazione nel suo laboratorio e, ovviamente da sperimentatrice quale sono, ci sono andata.
L’esperienza non mi ha fatto venire voglia di tornarci perchè l’ambiente è troppo piccolo per me. Ho bisogno di spazio, energetico e fisico, ma sono felice di questo incontro perchè mi ha donato una splendida vibrazione.
Sì, sì…hai ragione: non ho ancora detto nulla riguardo al messaggio sui colori.
Ebbene, prima di iniziare la meditazione, Monica ci ha fatto prendere una carta dal mazzo degli oracoli degli animali guida (o di potere, non sono riuscita a trovare il riferimento) e a me è uscito il colibrì!

Che meraviglia! Sono rimasta estasiata perchè il colibrì è, insieme alle farfalle, un animale ricorrente nella mia evoluzione personale, tanto da averlo reso protagonista in una delle mie espressioni creative preferite (nulla accade per caso, ormai lo sappiamo)…

Ora, e concludo davvero, durante la meditazione la meravigliosa fanciulla ci ha chiesto di invocare l’animale da noi scelto e di ascoltare cosa aveva da dirci. Ed ecco che il mio magnificente colibrì ha pronunciato la fatidica frase: “Ricorda i tuoi colori“. Mi fa tanto pensare a quella piccola me che, in una meditazione sul bambino interiore, ha sussurrato: “mamma, ricordati di essere felice”! Un’esortazione a cercare nei propri colori, unici e irripetibili, la propria autentica felicità.
Con Amor,
FF
Brano consigliato: “True colors” di Cyndi Lauper.