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Parenti (serpenti)

Qualche giorno fa, ho salvato la vita a mio zio.

Nel pomeriggio, ho accompagnato mia madre a vedere un alloggio in vendita. Da qualche tempo vuole, infatti, cambiare casa per vivere in un quartiere più movimentato.

Sono arrivata all’appuntamento tutta sorridente e l’ho trovata con uno sguardo cupo.

Uno dei suoi undici fratelli (all’anagrafe, ora sono decisamente meno), che abita a Ventimiglia e che da lungo tempo non la considera nemmeno di striscio, l’ha chiamata allarmato per dirle che un altro fratello non rispondeva al telefono da due giorni.

Premesso che quest’ultimo ha fatto di tutto negli anni per isolarsi dal mondo esterno e ha ripetutamente rispedito al mittente mia madre, animata da buone intenzioni e dal desiderio di stargli vicino come poteva, le ho detto di non preoccuparsi perchè probabilmente ci trovavamo di fronte a uno degli ennesimi episodi di “orsite” vissuti da mio zio.

In tal senso si è pronunciata anche una delle poche cugine disponibili.

Ma mia madre non si è data pace, così all’ultimo ho deciso di accompagnarla a verificare.

Arrivate sul posto, abbiamo suonato e non abbiamo ricevuto risposta. Così, abbiamo cominciato a chiedere informazioni ma nessuno sapeva niente. Tutti si limitavano a dire che mio zio è una persona estremamente riservata e che di lui non sapevano nulla. Tra le righe, leggevo la conferma del suo solito atteggiamento di chiusura.

Io e mia madre, nonostante le tapparelle tutte chiuse, non ci siamo arrese e siamo salite al piano. Mamma ha suonato e nulla. In quel momento, abbiamo intravisto due vicine del piano di sotto che chiacchieravano sul pianerottolo. Ho chiesto informazioni e idem come sopra. Mentre mamma si intratteva con loro, ho sentito un impulso a tornare su e a suonare forte al campanello.

Ad un tratto, ho sentito una voce flebilissima, quasi un sussurro dall’oltretomba, che diceva: “sono a terra, non riesco ad alzarmi”. Credevo di sognare, ho chiamato mamma per avere conferma ma lei non ha sentito nulla. Ho suonato di nuovo e ho udito lo stesso lamento.

A quel punto, non ho avuto dubbi e ho attivato tutta la procedura per salvarlo.

Mio zio è salvo ma il calvario non è finito lì, ovviamente.

Sono seguiti giorni deliranti in cui tutto il carico è ricaduto su mamma che ha 88 anni, su di me di conseguenza e su mia cugina che è più vecchia di me e non sta neppure bene.

Un carico emotivo e fisico pesante, legato anche e soprattutto al domani.

Per fortuna, e ribadisco per fortuna, esiste uno Stato sociale che si occupa di persone sole, incapaci di provvedere pienamente a se stesse. E grazie a queste procedure non accadrà più che mio zio, che non è corso ai ripari in tempo chiedendo una qualche forma di assistenza, nella convinzione di non avere bisogno di nessuno, corra il rischio di morire riverso per terra, in mezzo ai suoi escrementi.

Non so come andrà a finire, ma so che oggi mi ha profondamente ferito mio cugino che dalla Calabria mi ha chiamata per dire che un eventuale amministratore di sostegno si mangerà il patrimonio di mio zio e che è un peccato che noi che siamo al nord non ce ne occupiamo, che certo capisce che mia madre ha 88 anni e non ce la fa e noi cugine lavoriamo e cose simili, tuttavia…

Sono rimasta senza parole perchè troppo impegnata a placare il fuoco che ho sentito crescere dentro. Ma una qualche linguetta di quel fuoco ha trovato la strada per esprimersi.

E la mia risposta è stata non suscettibile di appello: “siamo circa venti nipoti, oltre a qualche fratello/sorella ottuagenario superstite: se qualcuno, ovunque si trovi, vuole occuparsene è il benvenuto”.

Che la saga Parenti Serpenti abbia inizio!

Con Amor,
FF

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