In questa estate, che nei miei ricordi non ha pari quanto a durata e temperatura della canicola, ho pensato diverse volte di scrivere ma non ne ho mai avuto né la forza, né la voglia.
Questa sera, mi sono sforzata di sedermi al computer per sbrigare qualche incombenza arretrata e, nonostante l’ora tarda, mi sono detta che questa aria fresca (sono comunque quasi le due di notte) poteva fare da giusto sottofondo a una breve ripresa.
Giusto per onorare questo spazio e la mia passione per esso.
In questo lasso di tempo, sono ovviamente successe tantissime cose. Prima o poi, dovrò riprendere il bandolo della matassa ma stasera voglio narrarti brevemente, prima di abbandonarmi tra le braccia di Morfeo, che ultimamente stringe davvero poco, un episodio accaduto qualche giorno fa. Un piccolo avvenimento che mi ha strappato un gran sorriso e mi ha riempito il cuore di gioia.
Un cuore che, detto per inciso, il riflessologo plantare dal quale mi reco da qualche tempo, mi ha trovato, recentemente, completamente scarico. E al quale, da quel momento in poi, è andata tutta la mia cura. Piccolo consiglio: tenete distanti le persone che vi prosciugano, che prendono come se fosse tutto dovuto e non fanno nemmeno un passo verso di voi. Non sono relazioni sane. O quantomeno se non potete o non volete farne a meno, stabilite dentro di voi dei chiari confini.
Ma veniamo a quel che mi è accaduto. Come sai, io vivo gran parte della mia giornata sui bus e potrei riempire le pagine del mio diario solo raccontando ciò che vivo quotidianamente.
L’altro giorno, stavo attendendo il numero 55 in corso Racconigi quando vedo due esili fanciulle che mi ispirano simpatia.
Quando saliamo sul bus, una delle due mi offre il posto a sedere. Io rifiuto, ringraziando, perchè ce n’è giusto uno dietro di loro. Iniziamo a parlare e loro mi chiedono se sono una maestra. Rispondo di no e dico che è una domanda che mi viene posta di frequente.
Aggiungo che forse sono maestra senza saperlo e una delle due, una scricciola molto arguta, mi dice: “sei una maestra immaginaria!”.
Che meraviglia. Ho sorriso davvero con il cuore. E anche le persone intorno a me!
Guai a chi dice che le nuove generazioni sono poco illuminate. Io le difendo a spada tratta.
Con Amor,
FF