Sulle note di “Come into my life” dei mitici anni ’90, quando alcune delle persone per me divenute molto importanti si affacciavano a questo mondo con i loro primi vagiti e io già tribulavo all’università, mi accingo a scrivere qualche riga. Lo devo alla mia anima che da giorni scalpita per trovare questa forma espressiva e per le persone che credono in me e mi spronano, pur rispettando il mio libero sentire, a nutrire questa meravigliosa creatura.
In genere, prediligo scrivere sulle note di Ludovico Einaudi o di Federico Albanese, roba soft insomma, ma questa sera ho deciso di lasciare la programmazione proposta dalla radio. Devo dire che rispecchia maggiormente il mio animo fresco, leggero. Felice.
Che sono in un periodo di buona è confermato dal fatto che sto riuscendo a mantenere un discreto equilibrio, nonostante il primo caldo infernale e i primi sintomi delle primavere. Sono molto fiera di me, devo confessarti.
Gli ultimi tempi sono stati densissimi di avvenimenti, al punto di aver perso completamente il controllo che da sempre esercito sulla mia esistenza. E devo dire che è stato un bene indescrivibile.
L’unica cosa che mi è dispiaciuta è stato non riuscire a raccontarti, passo dopo passo. Non ce l’ho fatta. Ero sempre troppo stanca. Travolta, piacevolmente, dagli eventi.
Anche stasera sono esausta e quindi non mi dilungo, ma che devo tornare qui con maggiore frequenza mi è stato suggerito in modo forte e chiaro dal mio inconscio.
Un paio di notti fa, ho sognato una bambina con gli occhiali seduta sul bus. Era sola e aveva l’aria molto triste. Mi guardava con due occhioni teneri. Mi sono avvicinata a lei e con la massima dolcezza le ho offerto una penna stilografica rosa, la mia penna stilografica preferita, e le ho detto: “tienila sempre con te, è una bacchetta magica, è il tuo superpotere“.

Il riferimento del mio inconscio al mio superpotere, che risiede nella scrittura e che può salvare e confortare quella bambina triste e sola che dimora in me, è piuttosto esplicito.
Al risveglio, mi sono sentita felice. Qualcosa era scattato in me. Avevo sentito dentro di me la via verso la libertà.
Da mesi, infatti, mi dibattevo in un labirinto infestato da fantasmi e non trovavo l’uscita. Quando ho smesso di cercarla in modo forsennato e ho cominciato a credere maggiormente nel mio potere di trovarla, è apparsa come per magia.
La stanchezza passerà, la gioia che è sbocciata in me resterà.
Scegli sempre la via vera per te. Potrebbe non essere la più facile, ma sii forte e coraggioso e vai avanti. A mano a mano che procedi, la vita ti farà dono di incontri, segni, sogni, superpoteri.
Parola di FF