In questi giorni, sto partecipando a un master emozionale in cui come unica allieva ci sono io con il mio bagaglio (e già riempiamo una stanza!) e come insegnante c’è la Vita con gli incontri che mi offre in dono.
Non esiste modo migliore per imparare che scegliere di relazionarsi con gli altri, per il tempo necessario ad apprendere.
Negli ultimi tempi, attraverso gli altri, ho sentito emergere in modo prepotente tutti i miei bisogni e le mie ferite.
Il mio principale bisogno è quello di essere amata. Un bisogno piuttosto diffuso, dirai. Lo credo anche io. Solo che pochi lo guardano in faccia davvero per quello che è e prendono scorciatoie. Siamo sempre lì: ognuno fa come può e non c’è giudizio da parte mia. Ma io ho sempre cercato, soprattutto da un certo punto in poi, le vie più vere (per me, ovviamente) che spesso si sono rivelate essere le meno facili.
Il mio bisogno di essere amata, compagno della ferita dell’abbandono, mi porta a mal sopportare chi al contrario ha un atteggiamento evitante. Direi piuttosto a soffrirne. I silenzi, i distacchi, che queste persone attuano perchè temono l’intimità emotiva, e più ci si avvicina e più li attuano, sono qualcosa di insostenibile per me.
E’ stato un crescendo in questo senso, e per questo la Vita non smette di affascinarmi, sino al punto in cui ho deciso di affrontare la questione di petto e di scegliere la libertà.
Esprimo gratitudine infinita per chi mi ha condotta a questa preziosa consapevolezza. E approfitto per fornire una chiave di lettura importante: le persone che attivano in noi certi schemi e spesso definiamo con epiteti di ogni sorta, in realtà si assumono un compito scomodo: quello di mostrarci la nostra vulnerabilità. Tutti vorremmo essere solo buoni e carini e avere consensi. E invece, a volte, la Vita ci chiama ad assumere questi ruoli. Mi piace pensare che la riconoscenza verso queste anime sia ciò che più ci dà pace.
Dopo gli ultimi accadimenti vissuti, dopo la discreta sofferenza emotiva, decido di ascoltare i miei bisogni e di trasformarli in un ponte verso la mia amata libertà.
Decido di uscire dalla gabbia in cui talvolta entro per familiarità, perchè è ciò che conosco meglio. Decido di uscire e di esplorare il mondo, con gli occhi di chi, finalmente, vede.
Concludo con una dedica a Mimì. Giovane e coraggiosa Donna che ha lasciato tutto per iniziare una nuova vita in Australia. Mi ha inviato un messaggio vocale stamane, in cui mi ha inondata con la sua felicità. Ha finalmente trovato se stessa.
Ribadisco, non occorre andare in capo al mondo per (ri)trovarsi, ma bisogna essere disponibili a intraprendere comunque una qualche forma di viaggio.
Con Amor,
FF